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E-commerce e PMI italiane, rischi e opportunità

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Gli ultimi dati  sull’e-Commerce in Italia parlano di un aumento degli acquisti online da parte dei consumatori digitali italiani, ma a fatturare sono spesso imprese straniere. Le aziende italiane incontrano molte più difficoltà a competere nei canali digitali, rispetto a quelle europee.

Ne abbiamo discusso con Daniele Vietri, e-Commerce Specialist, nella precedente intervista ; continuiamo l’analisi sui rischi e le opportunità della vendita online in Italia insieme a Giovanni Cappellotto, co-autore del libro ‘e-Commerce’ (ed. Hoepli),  riconosciuto come uno dei massimi esperti  di strategie di e-Commerce e di vendita online.

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e-Commerce: come e quando conviene vendere online

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Abbiamo posto la domanda a Daniele Vietri, autore (assieme a G. Cappellotto) del libro ‘e-Commerce : progettare e realizzare un negozio online di successo’ (ed. Hoepli), e relatore alla Web marketing Area 3.0.

Daniele Vietri si è reso disponibile a rispondere ad alcune domande ‘calde’ sul tema, spiegandoci quale dovrebbe essere l’approccio giusto di chi  vende online, e le sfide da vincere per poter competere oggi nel web.

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SEO- SEM- SEA: come definire un piano di marketing conoscendo gli Strumenti e gli Obiettivi

Traffico organico e a pagamento, in quale direzione investire? Questa domanda ricorre spesso nelle riunioni con i nostri clienti, i quali una volta ricevute in mano le chiavi della loro piattaforma e-commerce, si trovano nella fase di dover  allocare il proprio budget di marketing, in strategie sia di breve che di medio periodo. I dubbi emergono sin dalla stesura del piano di marketing, del quale non comprendono a volte i nessi esistenti tra le diverse attività.

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La sfida dei nuovi professionisti del Web, dalla formazione al lavoro.

Come operatori della formazione ci chiediamo costantemente quali siano i nuovi profili professionali necessari alle aziende che operano sulla rete.

L’ interconnessione e la multicanalità, oltre alla rivoluzione apportata dai social media, hanno modificato radicalmente i piani di business e di marketing delle aziende.

Alcune stanno affrontando la sfida derivante dalla costruzione del proprio brand online per la prima volta, passando dall’offline all’online, altre sono alle prese con cambiamenti enormi in termini di rinnovamento dei propri canali di vendita. Poi ci sono le start-up, molte delle quali hanno visto nella rete nuove opportunità, anche utilizzando tecnologie e metodi innovativi.

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Il lavoro del Social Media Manager: intervista a Rudy Bandiera

Ciao Rudy, raccontaci la tua giornata tipo.

Sveglia alle 7.30, doccia, colazione con filoncino al crudo e ufficio verso le 8:30. Poi si lavora fino ad un orario che va dalle 19 alle 20. Quello che c’è in mezzo, in quell’orario, non lo posso raccontare :D

In realtà stare in ufficio è quasi una benedizione: ci sto sempre pochino, per via delle lezioni e degli incontri con i clienti.

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Come e perchè investire in attività di SEO, intervista a Luca Bove

Il lavoro del SEO Specialist è sempre più richiesto; lo sottolineano i dati riguardanti gli investimenti in web marketing in Italia, che registrano una quota crescente di fondi destinati all’attività di SEO (Search Engine Optimization).

Insieme a Luca Bove, Consulente di Internet Marketing, Esperto di Local Search e SEO Specialist, cerchiamo allora di comprendere cosa significa oggi fare attività di SEO ( e lavorare in questo settore) e quali obiettivi sono realmente ottenibili attraverso questa attività.

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Fai di te stesso un Brand, intervista a Riccardo Scandellari

Riccardo, prima di tutto grazie per averci concesso questa intervista!

E’ uscito da pochissimi giorni il tuo libro ‘Fai di te Stesso un Brand’, che affronta ed analizza i temi fondamentali della Brand Position e della Web Reputation, entrati in maniera preponderante a far parte della vita professionale di aziende e professionisti di tutti i settori.

Ti avremo anche a Roma come Relatore, insieme a Rudy Bandiera, al corso in ‘Social Media Management e Personal Branding’, che si terrà il 16 e 17 maggio, data in cui inaugureremo la nuova realtà formativa romana Web marketing Area 3.0, che anche voi con il vostro lavoro ci avete ispirato, per poter offrire al pubblico eventi di alta formazione nei temi del Web marketing, con programmi innovativi e intensivi, che permettono di entrare subito nel vivo degli argomenti trattati e offrire strumenti oggi irrinunciabili a chiunque abbia una presenza in rete.

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Come compilare il proprio Business Model Canvas

In occasione dello SMAU tenutosi a Roma la scorsa settimana, ho avuto un enorme piacere nel seguire il workshop tenuto da Ugo Mendes Donelli.

Il Fondatore di Hugowiz ha presentato al pubblico il Business Model Canvas, uno strumento innovativo strategico per le attività di Business planning: il Business Model Canvas.

Perché è innovativo?

Primo: utilizza il linguaggio visuale.

Secondo: in soli 9 blocchi grafici è possibile racchiudere il processo di creazione del valore di un bene / servizio.

Terzo:  si può stampare in qualsiasi dimensione. Come poster permette di  condividere le idee in Team, lavorando tutti su un unico documento.

Il Business Model Canvas può rappresentare il primo strumento per chi, partendo da un’idea di business, voglia sottoporla ad un’analisi di fattibilità. Lo strumento permette da subito di comprendere se una determinata attività può essere redditizia, guidandoci esso stesso al risultato, e permettendoci di fare un focus su ognuno dei 9 aspetti fondamentali che come imprenditori , manager o consulenti di business non potremmo mai permetterci di trascurare.

Ugo Mendes Donelli ci ha mostrato come si compila il Canvas, e cioè in quale ordine vanno compilati i campi.Smauroma2014

Si parte dai Clienti: la scelta del target si ripercuoterà, giustamente, su tutto il modello.

Secondo, il Valore Offerto:  che tipo di valore posso fornire al mio cliente tipo? Descriviamo qui il bisogno da soddisfare o il problema da risolvere attraverso la nostra offerta.

Terzo: i  Canali. E’ intuitivo; le scelte fatte sinora ci permettono di identificare precisamente in quale modo poter raggiungere i Clienti per offrirgli quel determinato prodotto/servizio.

Quarto: la Relazione coi Clienti. Questo blocco è come incollato al precedente. Qui identifichiamo la nostra strategia di branding e di posizionamento, che non può prescindere dai Canali scelti.

Quinto: i Ricavi. In questo punto avviene il passaggio dai Clienti all’azienda. Qui si crea valore. Per cosa pagano i clienti? E quanto sono disposti a pagare? Questa analisi precede quella dei costi, come avviene in qualsiasi Business Plan. Nella mia carriera di Program Manager e di imprenditrice ho compilato decine di Business Plan partendo dai costi, e poi, alla fine, calcolando il margine per raggiungere almeno il break even point. Anche con i modelli classici di business planning la prima analisi riguardava l’identificazione dei clienti tipo,  ma in pratica, durante l’ analisi, io mi alienavo da loro.

Utilizzando questo strumento, si viene guidati verso l’elaborazione delle principali valutazioni alla base dello sviluppo di un’idea di business,  prima fra tutte la strategia di marketing.

Sesto: le Risorse Chiave. Qui si descrivono tutte le risorse chiave del processo, quelle necessarie e imprescindibili per la creazione di quel valore ( fisiche, intellettuali, umane e finanziarie).

Settimo: Partner Chiave. Quali sono e  se occorre integrarli all’interno dell’ azienda. Se si tratta di una start-up meglio valutare collaborazioni esterne, finché non si avrà la forza necessaria all’inserimento diretto in azienda. Oggi anche i Big optano per questa seconda soluzione.

Ottavo: Attività chiave. A questo punto si analizzano  le attività inerenti la produzione, la logistica, il rapporto con il cliente. Se operiamo in rete, qui si valuta la piattaforma da utilizzare. Ovviamente dopo aver capito quali risorse sono necessarie a farla funzionare, i clienti da servire, come comunicare con loro.

Il Business Model Canvas è un moderatore del nostro processo decisionale,  razionale ed obiettivo. Difficile fregarlo.

Nono, ed ultimo. La Struttura dei Costi. Non è solo ora che possiamo valutare la tipologia e la quantità dei costi del nostro Business? Quanto costa creare quel determinato valore? Se il modello vi indica che state competendo sul prezzo attenti! Analizzate nuovamente la vostra catena del valore: se il prodotto che intendete offrire non è destinato lo agli scaffali del supermercato allora sappiate che è necessario competere su un altro fronte. Il marchio, ad esempio (ne riparleremo).

Se vi viene la tentazione di fingere sul nono punto, il Business Model Canvas, consulente gratuito, non ve lo permetterà e  sarete costretti a riscrivere tutto daccapo. Quando si valuta un nuovo business, questa è sempre una buona soluzione. Finchè non arriva quella vera.

Grazie ad Ugo Mendes Donelli per il suo contributo a SMAU Roma 2014. Speriamo di rincontrarlo presto.

Qui  il link per scaricare il modello ed altri utilissimi Tools gratuiti per garantire il successo della vostra idea di business: http://www.businessmodelcanvas.it/bmc/scarica-gli-strumenti.html

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WEB 2.0: La strada verso il successo

Non c’è dubbio: il web sta vivendo un cambiamento. C’è una rivoluzione in atto. Si parla ormai da tempo di web 3.0 e si cerca di delineare nello specifico quali siano i parametri e cosa questo significhi.

Ma nella realtà dei fatti, forse ancora non abbiamo ben compreso quali siano realmente le innovazioni e i benefici che la rivoluzione web 2.0 ha portato, e forse non sono state ancora messe in pratica. Se così fosse il rischio concreto che si corre è quello di continuare a vivere il web, a proporre contenuti e servizi su Internet, con un modello vecchio, stanco che ormai non funziona più.

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