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SEO ed E-commerce: quali parole chiave?

Il canale Search del Marketing ovvero l’accrescimento della visibilità sui motori di ricerca, è una delle tecniche di promozione online più efficaci di un sito E-Commerce ben progettato e sviluppato.
Google (il MdR monopolista in Italia e nel mercato Occidentale) è il perfetto raccordo fra la domanda – la query digitata da un utente, la sua esigenza – e l’offerta – il tuo prodotto, la soluzione più adatta a soddisfare il bisogno del futuro cliente.

Come scegliere le parole chiave per un E-Commerce

Va da sé che fra i tre KPI standard di un’azione SEO (Visite, Generazione dei Contatti e Vendite) per un sito di commercio elettronico l’obiettivo siano le Vendite dirette appunto.

Ma come si scelgono le keywords più performanti per il ritorno dell’investimento?

I dati utili di una keyword per l’E-Commerce

Volume medio mensile:  Anche in assenza di dati pregressi (un E-commerce già avviato ma per il quale è necessaria una consulenza) è possibile, grazie a strumenti come SEMrush o il Keyword Planner di AdWords, studiare il numero di ricerche mensili medie di una data parola chiave.

Va da sé che se il nostro è un business stagionale, come nel caso di un sito che vende addobbi natalizi, non ci interessa il volume medio ma il trend delle query nell’ultimo periodo dell’anno.

Impression: In presenza di dati pregressi, sul Webmaster Tools è possibile vedere le visualizzazioni in SERP delle pagine dell’E-Commerce per data parola chiave. Il dato in sé è rilevante se vuoi sapere quanto è grande la torta che vorresti mangiare ma per sapere quale fetta ti tocca il dato reale è il..

Click: Andiamo, c’è bisogno di spiegazioni? Bisogna SEMPRE rapportare il volume medio mensile (o le impression) ai click effettivi sulla tua pagina per data parola chiave.

Le query presenti su Webmaster Tools si riferiscono al canale squisitamente di Search Organica, ma con Analytics puoi vedere anche il totale di traffico generato dagli altri canali, in un’ottica completa di Marketing Mix.

Click-through Rate o CTR: Il rapporto di Click su Impression. Il VERO dato utile anche ai fini SEO. Soprattutto in ambito di E-Commerce, con una SERP affollata di annunci, Google Shopping e aggregatori di settore; il posizionamento organico in sé non è un indicatore di qualità della parola chiave.

Metti caso di essere primo su una pagina di risultati di ricerca dove l’utente deve scrollare below the fold, ovvero nella parte bassa della pagina stessa. Il CTR sarà ammazzato (ho visto casi di 2%  in prima posizione!)

Insomma, è indirettamente e neanche troppo, un invito a diffidare da chi ti garantisce la prima posizione DUE volte. La prima perché ci si muove nelle pagine dei risultati di Google come Goku sulla mano del Buddha, la seconda perché di per sé la prima posizione NON è affatto garanzia di una buona SEO… almeno per l’E-Commerce, dove l’obiettivo è la Vendita.

Tips SEO: una campagna AdWords

Soprattutto se l’E-Commerce è da realizzare partendo da zero, l’assenza dei dati di Webmaster Tools potrebbe rendere difficoltosa la stima di un ROI congruente. Una piccola campagna AdWords – nell’arco di due settimane massimo – può restituire una stima un filo più precisa delle parole chiave in analisi.

4 domande per scegliere le parole chiave più redditizie per l’E-Commerce

Infine, questo processo di scelta delle parole chiave per l’E-Commerce non può esimersi da un intenso scambio con il cliente:

  1. Quale prodotto gli garantisce più margine di guadagno?
  2. La parola chiave e le query da legare alla soluzione proposta presentano un traffico sufficiente a giustificare l’investimento lato SEO?
  3. Meglio lavorare lato SEO su una keyword che genera poco traffico ma Vendite pesanti?
  4. Oppure su una keyword che genera tanto traffico ma necessita di tante Vendite per essere supportata?

Ad esempio, nell’ultima Keyword Analysis che ho sostenuto per un cliente (settore sanitario), il termine “stampelle” (top 5, CTR 1% di 4000 impression circa) è meno conveniente di “sollevatori per disabili” (prima pagina, CTR 5% di di 350 impression) poiché una conversione dell’ultimo prodotto citato ha un margine molto più elevato di un plot di vendite del primo.

Tu cosa ne pensi? E da cliente, ti sei mai posto le 4 domande?

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